Il social network LinkedIn continua a sorprendere nei suoi dati di insight verso il portale GDONews. I managers della Grande Distribuzione sono presenti in massa nel social network ma il loro comportamento sta cambiando: è nato ed è stato inizialmente riconosciuto come strumento molto utile per la ricerca di lavoro.
Con il tempo, e soprattutto con la sua evoluzione, il ruolo si è venuto aggiornando.
Le ragioni del cambiamento, sulla base dei comportamenti che rileviamo dal nostro punto di osservazione, sono le seguenti: l’industria ha ora la possibilità di avvicinarsi ai responsabili acquisti dei loro prodotti attraverso il contatto del social network, talvolta non altrimenti avvicinabili con le canoniche e storiche e-mail per richieste di appuntamento. Dall’altra sponda, invece, il manager che lavora nel mondo delle catene di supermercati può, grazie a LinkedIn, finalmente osservare più agevolmente i colleghi di altre insegne (chi sono, cosa fanno e cosa pensano) che, nel passato, non sarebbero mai stati altrimenti avvicinabili.
Insomma è stata una rivoluzione silenziosa ma di tale si è trattata.

GDONews aveva scommesso sui social networks in anni non sospetti ed attraverso una precisa strategia di comunicazione si è concentrata nel diffondere i propri contenuti anche attraverso questa straordinaria piattaforma.
Cosa cambia rispetto alla tradizionale newsletter?
Molto: da un lato la possibilità di usufruirne in modo attivo: la newsletter si riceve, nel social si accede volontariamente. L’articolo nella newsletter ha un suo titolo che deve avere lo spessore per incuriosire il lettore. Nel social network il titolo del post ha una sua efficacia una sola volta, ma è soprattutto il commento che precede l’articolo a dare carattere al messaggio.
I grandi Influencers sanno giocare con titoli ed immagini ad effetto, capaci di dirottare informazioni coinvolgenti.
Ultimo, ma non meno importante, elemento di distinzione è quello della frequenza: sappiamo benissimo che un messaggio, per quanto efficace, non raggiunge mai totalità dei destinatari. E’ la frequenza che aiuta all’innalzamento dei lettori. E la frequenza non può essere determinata dal medesimo post ripubblicato più volte: pertanto nel social network lo stesso messaggio, con titoli del post differenti, possono aumentare di molto i contatti.
Sfruttiamo le abitudini della modernità: i testi sono molto importanti, ma le immagini lo sono ogni giorno di più. Ne è prova la crescita, nel mondo del B2C di Instagram.
I contenuti video sono più facilmente assimilabili, velocemente fruibili.
Non sono le statiche interviste a fare la differenza nella moderna comunicazione. E’ chiaro che queste devono sempre essere il punto di arrivo di una strategia, ma a questo punto di arrivo bisogna avvicinarsi attraverso una serie di “claims” che si annidano dentro la medesima intervista.
Un esempio è il lavoro svolto per l’intervista al AD di grande azienda distributrice italiana: MiTi Spa.
Sono state presentate, attraverso i social networks, 6 pillole come quella che è qui riportata, ed ogni pillola riporta un claim aziendale.
Il richiamo immediato attraverso i social è stato eccellente, gli accessi in prossimità dei lanci nei social si sono sommati a quelli originati con l’invio della newsletter. Una campagna di viralizzazione deve utilizzare un linguaggio moderno e facilmente comprensibile, che abbia però il carattere dell’ampiezza: l’intervista, nello storico format domanda-risposta, deve essere il terreno su cui atterrare “tante piccole meteoriti che cadono” da LinkedIn e che si chiamano pillole.
Se avete dei prodotti da lanciare, dei messaggi da comunicare, GDONews non è solo una rivista che pubblica contenuti editoriali per l’uso della GDO. E’ molto di più.
Sei interessato far conoscere la tua azienda ed i tuoi prodotti alla GDO italiana?







