Tendenze di marketing: la fine della carta stampata e gli investimenti in comunicazione diretti al web. Analisi di Nielsen sul primo semestre 2019

I social network, e la pubblicità su internet in generale, sono oggi un importante canale di comunicazione per il mercato sia nell’ambito B2C che in quello del B2B. Non è un caso se gli uffici marketing di molte aziende (nel nostro caso sia produttrici che distributrici) da qualche anno destinino un importante budget di investimento a questo tipo di canale, abbandonando progressivamente sia i quotidiani che i periodici. A tal proposito Nielsen ha recentemente pubblicato i dati relativi agli investimenti pubblicitari nel 2019 nei primi sei mesi dell’anno. La pubblicazione è interessante soprattutto perché fornisce un’analisi dettagliata delle quote dei singoli canali di comunicazione.

Il valore degli investimenti nei sei mesi da Gennaio a Giugno 2019 è stato pari a 3.043,468 milioni di euro, in flessione del -5,7% sul 2018. La TV, il maggior organo di comunicazione, è calato del 6,3% accompagnando verso il basso il dato generale. Fuori dall’ambito televisivo ciò che sta avvenendo è, invece, un vero travaso di fatturato dal passato, la carta stampata, alla modernità ovvero Internet.

Lo studio di Nielsen conferma la ragione di questo forte calo generale determinata dalla profonda crisi dei mezzi tradizionali di comunicazione, come i quotidiani (-10,1%) e dei periodici (-14,7%) che sono inesorabilmente abbandonati dai consumatori, fenomeno molto evidente anche nel campo del B2B.

Oggi il mercato investe circa 229 milioni di euro nella comunicazione digitale contro i 170 milioni di euro nei periodici. Sono rilevanti anche gli investimenti realizzati verso un altro canale digitale, il direct mail, con 132 milioni di euro.

Solo i quotidiani, molteplici e finanziati dallo Stato, godono ancora di un budget più rilevante (266 milioni) ma in caduta libera (-10,1%).

Le aziende hanno oggi il dovere di sviluppare una relazione diretta con il consumatore finale il quale può davvero relazionarsi con i brand grazie ad un ruolo molto più attivo che il web, anzi i social network, gli concedono.

Così come è assai chiaro che nel B2B le più moderne fonti di informazione sono anche in quel caso i social network, ed in particolare LinkedIn.

E’ il segnale del tempo che cambia, il valore della carta stampata oggi viene traslato al cellulare, ai tablet ed ai computer.

I vantaggi della presenza sui social sono innegabili, consentono di monitorare la propria reputazione ed il contesto (i tuoi concorrenti), stimola la condivisione interna e la consapevolezza degli obiettivi aziendali, concede la possibilità di avere un rapporto interpersonale diretto con il consumatore e si traduce nella velocità e nella facilità nell’aggiornare le informazioni ed i prodotti da offrire al consumatore finale.

Ovviamente un’azienda sul mercato ha il dovere di concentrarsi ed investire nella comunicazione B2C per creare un solido rapporto di interrelazione tra il proprio o propri brand ed il consumatore finale, ma allo stesso tempo è importante destinare un importante budget alla comunicazione B2B.

La reputazione nel campo professionale è fondamentale per il 90% delle aziende. Nel campo dell’alimentare chi si potrebbe permettere di non investire nel B2B sono giusto le grandi multinazionali (e lo fanno comunque) che hanno una relazione diretta con il consumatore talmente radicata da attrarre il retailer verso di loro. Non è un caso se le negoziazioni tra Grande Distribuzione e Grande Industria sono sempre a favore di queste ultime. Tutto il resto del mercato, al contrario, ha l’estrema necessità di comunicare con il trade alla stessa maniera e con gli stessi investimenti con cui comunica con il consumatore finale.

Per tale ragione oggi LinkedIn, nato come strumento per chi cercava ed offriva lavoro, si è definitivamente trasformato in un canale di informazione fondamentale per il mercato.

In passato gli investimenti nel B2B consistevano, nel mondo della GDO, in piccoli investimenti verso quei periodici che vendevano o regalavano le copie delle loro edizioni alla GDO, nella speranza che le informazioni che si inserivano venissero lette dai Key Clients.

Oggi gli investimenti B2B dell’industria hanno maggior certezza proprio grazie al web. Agganciarsi ad un influencer B2B, ovvero ad una pagina web che sia in grado di fare opinione sul mercato, oltre che a fornire informazioni, permette di avere buona sicurezza del ritorno dell’investimento in comunicazione. Gli uffici marketing, così concentrati sul consumatore, dovrebbero, assieme agli uffici vendite, condividere una strategia sul B2B potenziando la loro presenza sui social network. I dati Nielsen spiegano chiaramente che oggi è possibile investire sul web con più certezza e soprattutto nel B2B, perchè se non ti chiami Barilla o Ferrero, non è solo il consumatore finale che deve avere una relazione interpersonale facile con il brand o prodotto, ma è anche il trader che, come uomo, professionista e consumatore allo stesso tempo, deve imparare ad conoscere meglio la reputazione di un brand, la qualità del suo prodotto e la serietà istituzionale dell’azienda.

    Per informazioni scrivi a commerciale@gdonews.it, telefona allo 051/082.87.98 o compila il modulo per essere contattato:

    Nome e Cognome

    Ragione sociale

    Telefono

    E-mail

    Messaggio

    Inviando questo modulo autorizzi a registrare ed utilizzare i tuoi dati ed accetti la Privacy Policy